BLOG | Non sono mai stato abbonato – Notizie sull’U.S. Lecce

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di Davide Arnesano

Cara redazione, vi scrivo con un titolo che è un provocazione, a seguito degli insopportabili commenti che sono costretto a leggere tutti i giorni.
Non scrivo per polemica ai 50€ delle partite con le “grandi” (lo metto tra virgolette, perché qualcuno le chiama così e per me di grande esiste solo il Lecce), ma perché non sopporto considerazioni troppo affrettate che sto leggendo in questi giorni.

Faccio due premesse:
– non condivido i tifosi occasionali e/o con doppia fede (ma in maniera oculata, spero capirete leggendo).
– odio i commenti di quelli che quando qualcuno scrive “dove vedo la partita?” rispondono “vieni allo stadio”. Ci tengo inoltre a precisare che io non faccio quelle domande (e da fuorisede so benissimo dove guardare il Lecce), ma semplicemente odio quelle risposte.

Perché non sono mai stato abbonato, e perché vi sto scrivendo? Fino a 11/12 anni a malapena sapevo cosa fosse il Lecce e la mia mente era “inquinata” dal calcio di serie A e da campioni come Van Basten, che poi non ricordo manco se l’ho mai visto giocare. Purtroppo vorrei avere la storia strappalacrime del papà tifoso leccese come hanno tanti, ma mio padre odiava lo stadio e le sue dinamiche, anche se grande amante del calcio. A 13 anni dopo milioni di richieste mi ha finalmente portato allo stadio… al Via del Mare.
Piccola parentesi: voi vi innamorereste di una donna che non avete mai avuto la possibilità di incontrare?

Era Lecce-Inter nel ’97, giornata in cui abbiamo preso una sonora batosta 1-5, ma di quella partita mi ricordo tante cose, oltre al mio amore per i colori giallorossi che cominciava ad aumentare. Ricordo quella curva, quel giorno capì che non è la stessa cosa di vederla in foto (vedevo la Nord davanti a me, perché mio padre mi aveva portato in sud, proprio perché poco amante dello stadio).

Ricordo che nella mia totale ingenuità ho urlato “buca” alle formazioni avversarie, per poi capire al giocatore successivo che avevo sbagliato una lettera, e che accanto a mio padre forse era il caso di lasciar perdere. Ricordo anche il Fenomeno in campo… si si c’era Palmieri, ma la mia squadra del cuore stava giocando proprio contro uno dei più grandi della storia del calcio… “l’altro” Ronaldo e papà quel giorno non ha pagato 100€ per andare allo stadio io e lui, sennò probabilmente nonostante le mie insistenze non credo ci sarebbe stato mai un Inter-Lecce per me.

Si tutto è successo dopo la doppia promozione dalla C alla A e io ero un povero tifoso occasionale… o forse ero solo un 13enne che cominciava a innamorarsi del Lecce?

Dai 14 ai 20 anni non ho mai fatto un abbonamento, perché i weekend facevo il cameriere e con quello che guadagnavo spesso compravo i biglietti per le partite del Lecce che coincidevano con le mie giornate libere (e prima dei 16/17 dovevo sperare sempre in qualcuno che mi dava un passaggio e un papà che stesse con noi).

Dopo i 20 anni la mia vita è stata lontano da Lecce, ma il mio amore per il giallorosso è sempre aumentato (molto di più negli ultimi 7 anni), ma con grande dispiacere ancora oggi non ho mai fatto un abbonamento.

Ho fatto trasferte più o meno belle (la più bella a Bergamo in uno stadio vuoto, per una vittoria 0-4 con l’Albinoleffe), ho visto Melfi, Feralpisalò e co. (lo dico, ma allo stesso tempo faccio una citazione di molti di quei commenti che non sopporto… io c’ero e tu dove stavi?), ma è ovvio che uno dei più bei ricordi rimane il gol di Conticchio allo scadere contro la Juve, che quel giorno ci ha visto trionfare per 2-0.

Ad aprile 2019 ho comprato la prima maglia ufficiale del Lecce a mio figlio, che quel giorno aveva solo 6 mesi. Chissà se Leonardo (che vive con me a Roma) potrà raccontare del suo papà che lo portava allo stadio, chissà se si innamorerà mai del Lecce, di qualche altra squadra o non seguirà il calcio?

So solo che pensare che lo stadio è solo per gli abbonati non ci aiuterà. Vi ringrazio anticipatamente per aver letto e spero che qualcuno troppo preso dalla lotta contro i rinnegati che tifano le squadre del nord (cosa che capisco benissimo) si accorga che di storie ce ne sono diverse e i veri tifosi non si riconoscono dall’abbonamento.

Ps: amo l’attuale società (e non posso che ringraziarli per quello che stanno facendo), anche se posso non condividere la storia dei 50€, e ci tengo a precisare che non scrivo per polemizzare su quello, ma perché da fuorisede faccio fatica a leggere molti commenti superficiali.

Davide

 

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